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L’esposizione spazia dalla scultura alla pittura, proponendo anche alcuni, altissimi confronti con Raffaello e Tiziano, e altri capolavori di quel “classico” che fu fonte di ispirazione per molti artisti tra l’ultimo Settecento e il primo Ottocento.
Per Forlì Canova creò tre capolavori: una versione di Ebe, una delle sue opere più popolari, realizzata tra il 1816 e il 1817 per la contessa Veronica Guarini; la Danzatrice col dito al mento, nel 1814, destinata al banchiere Domenico Manzoni e andata dispersa dopo la morte del proprietario; la Stele funeraria di Domenico Manzoni ancora conservata nella chiesa della Santissima Trinità.